Aiuto, sono incinta! L’ho desiderato tanto ma ora, che fare? Si comincia con la scelta del medico, di un bravo medico che saprà curare questa lunga malattia.

Non è una convalescenza facile: nausee, vomito, sbalzi d’umore e poi mal di schiena, pesantezza, bruciore di stomaco e insonnia. Occorre tenere sempre tutto sotto controllo, con millemila ecografie, esami di laboratorio, test e screening di ogni sorta, divieti e piccoli permessi. Mille dubbi, pentimenti, paranoie e turbamenti. La vita della paziente non è certo facile! Poi, ad un certo punto, la svolta finale: il parto!
La cura ospedaliera con le sue virtù: medicine miracolose per accelerare il travaglio, portentose manovre per estrarre la causa della patologia in maniera rapida e - possiamo dirlo - oramai indolore… e del parto non rimane che un brutto, lontano ricordo!

Al di là di una semplicistica ironia, quante donne si riconoscono in questa descrizione? Quante donne, non appena scoprono di aspettare un bambino, vanno nel panico più totale? La gravidanza è una malattia. O, perlomeno, lo è diventata. Se questa affermazione stride alle vostre orecchie, pensate: perché ci si rivolge ad un medico (che è l’esperto della patologia)? Perchè ogni mese bisogna effettuare un controllo? Perché ci si ricovera in ospedale e perché ci si lascia somministrare farmaci per partorire?Ma soprattutto, perché si vive la gravidanza e il parto passivamente, aspettando che qualcuno ci dica cosa fare e come farlo? Perché non ci si informa a dovere e perché il lato “medico” dell’evento nascita è subentrato, spazzandolo via, al lato emozionale?

E’ bene rivolgere all’evento gravidanza le dovute attenzioni mediche, i controlli, le ecografie, ma non lasciate che tutto ciò vi impedisca di esserne parte attiva. Abbiate fame di sapere!
Leggete, informatevi, frequentate un buon corso di accompagnamento alla nascita, cercate brave ostetriche che vi accompagnino con dolcezza e con consapevolezza in ogni tappa di questo cammino, che vi facciano comprendere, che vi lascino parlare e che vi ascoltino.

Mettetevi in sintonia con la natura: in questo momento ne siete preziosissime portavoci! Ringraziate la forza dell’universo che vi ha instillato un sapere profondo e tenetevi pronte per spigionare la vostra potente energia creatrice. Perché abbattere tutto questo? Perché arrendersi e sottomettersi alla falsa potenza dei farmaci e della tecnologia? Sentimento comune a numerose donne è il senso di spossatezza e sopraffazione al termine di una gravidanza: il filo delicato e invisibile con la natura si è bruscamente spezzato…

Nell’era della tecnologie e della medicalizzazione estrema di ogni aspetto della vita e della salute stessa, di naturale non rimane che il parto. Lasciatelo fluire secondo natura, per favore! Che i professionisti della nascita rispettino la sua naturale essenza e che le donne rifuggano da un’estrema medicalizzazione, che a volte porta ben altro che benefici, producendo spesso l’estraneazione della donna dal suo parto, la quale si abbandona alla cura medica pensando che tutto ciò che le viene eseguito e propinato sia giusto, solamente perché si trova in ambiente medico ospedaliero e quindi concepito quale “sicuro”.

Quante donne hanno un triste ricordo del proprio parto? Tante, troppe. Spesso si arriva a quel momento completamente impreparate, inconsapevoli di ciò che avverrà nel proprio corpo e di come poi il bambino verrà accolto. Ma non esiste donna più vigile e più recettiva ad ogni sorta di stimoli, che una partoriente; e non esiste evento più sconvolgente per una donna, che il proprio parto: che nessuno rovini questo momento così prezioso! Forse non avrà più il coraggio, o semplicemente l’occasione, per rivivere una simile esperienza, la più importante nella vita di una donna.

Qual è dunque la vera guarigione? Non è uscire dal proprio parto indenni (o lesi), ritenendo tutto ciò che è accaduto “questione di fortuna” (o sfortuna!), ma informarsi, abbandonare i timori infondati, comprendere cosa realmente accade, cercare informazioni e suggerimenti per valorizzare ogni singolo momento e prenderne parte attivamente.

Perché siamo noi stesse le vere protagoniste del parto e solo noi possiamo disegnare il percorso giusto per noi, percorrerlo con gusto e dedizione e godere della magica estasi che un parto non medicalizzato e vissuto ardentemente produce. Perché precludersi tutto ciò?Che le donne riprendano in mano le redini della propria gravidanza e del proprio parto, il fulcro della loro femminilità, l’essenza primaria della vita.

E così, senza troppi timori, senza troppi accanimenti, forse potrà esserci una guarigione… e la gravidanza tornerà ad essere quello che è da sempre, da quando esiste uomo sulla Terra: la cosa più naturale del mondo.

Daniela Santoro

 

 

Immagine tratta dal sito: www.pregnancybase.com

 

Ritratto di Daniela Santoro

Posted by Daniela Santoro

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